INTERVISTA ALLA MAGLIA ROSA LUCA CREMONESI. “Non siamo ciclisti di serie B”!

| 10 Novembre 2013 | Reply

F-Luca, è stato un grande anno per te e partecipando a tutte le Tappe hai conquistato l’ambitissima Maglia Rosa, è stata dura?

L-È stata una bella e divertente fatica, una grande soddisfazione!

F-Come ti sei avvicinato a questo Sport?

L-Da sempre, anche prima dell’incidente, ero un ragazzo sportivo: moto, sci, nuoto, palestra. Mi sono dedicato, poi, per forza maggiore, solo alla riabilitazione.
Cinque anni fa però mi sono chiesto se era possibile fare dello sport per disabili e così, cercando su internet, ho conosciuto la Squadra dei Piccoli Diavoli 3 Ruote, mi sono incontrato con il presidente Alessandro Villa e con suo fratello Federico e da li, grazie al loro incoraggiamento, ho iniziato le prime pedalate sull’handbike

F-Qual’è stata la Tappa che ti è piaciuta di più in questa 4^Edizione tenuto conto che hai partecipato a tutte le prove del GIHB e che la tua categoria è l’H1.1.?

L-In realtà tutte hanno avuto la loro bellezza, ma decisamente la tappa di Roma (17 marzo 2013), dove per la prima volta ho indossato la magia rosa, è quella che più mi ha fatto emozionare.

F-Quanto conta in questa disciplina il supporto della tua famiglia e dei tuoi amici?

L-Da una scala da 1 a 10 direi 11!! Perché senza il supporto della famiglia che ti incoraggia e degli amici che fanno il tifo per te, non si va da nessuna parte!

F-Sei un papà fantastico, hai 3 bimbe ed una moglie splendida, che cosa dicono quando ti vedono durante le tappe, cosa pensano del Super-papà maglia Rosa?

L-Sicuramente mia moglie Gabriella, poi Chiara, Sara e la Piccola Miriam, sono delle grandi tifose. Le bimbe dopo ogni tappa vanno a scuola felici di aggiornare le loro maestre delle mie vittorie; sono le tifosi più grandi che ho!
Cosa penso di me non lo so, ma guardando i loro occhi quando torno a casa dopo una gara vedo la contentezza di vedermi in maglia rosa.

F-Raccogliere la sfida a partecipare al Giro d’Italia di HandBike è un’impresa ardua ed ambiziosa, come ti prepari durante l’anno? Ti alleni parecchio?

L-Nel periodo invernale mi alleno per tre volte alla settimana in palestra con i pesi e due volte alla settimana in handbike (tempo permettendo).
Un prima dell’inizio della stagione agonistica (inizio primavera), diminuisco gli esercizi in palestra e dedico più giorni all’handbike.

F-Che cosa ti aspetti dall’edizione del prossimo anno? Quali saranno i tuoi obiettivi principali?

L-Visto che l’edizione passata è stata molto bella (e ne approfitto per ringraziare gli organizzatori del Giro d’Italia di HandBike per il lavoro svolto in tute le tappe), direi che l’edizione del prossimo anno lo sarà altrettanto, ma mi aspetto anche che la TV ed i giornali parlino di più di questo sport e diano spazio anche a noi…Non siamo ciclisti di serie B!
I miei obiettivi per l’anno prossimo sono sicuramente il Giro d’Italia di HandBike e qualche tappa degli Europei.

F-Partecipare al Giro d’Italia di HandBike non è soltanto Sport, ma anche sentirsi parte integrante e protagonisti di una Manifestazione di successo. Quali sono i momenti divertenti di una Tappa?

L-A dire la verità ce ne sono due: le risate che si fanno la sera prima della gara con gli altri atleti e poi il dopo gara con il pasta-party che conclude la giornata in allegria anche se poche ora prima si era in “sana” competizione l’uno con l’altro.

F-Hai gareggiato su uno dei palcoscenici più prestigiosi a livello Mondiale, stiamo parlando della Finalissima di Toscana 2013 dei mondiali di Ciclismo s Strada, ti abbiamo visto emozionatissimo e tenace nell’affrontare la Finale. Ti è piaciuta?

L-La Finale è sicuramente per tutti un momento di grande emozione e l’adrenalina è a mille!
Mi è piaciuta molto la Finale di quest’anno e spero di riviverla anche l’anno prossimo sempre in maglia rosa!

F-Tante persone vorrebbero avvicinarsi a questo sport, ma per diverse ragioni stentano a farlo, forse la paura della fatica, forse l’impegno, ma tanti ci scrivono e ci ringraziano quando leggono le vostre storie e proprio grazie a ciò che dimostrate trovano il coraggio di mettersi in “pista”. Che cosa consigli a queste persone che vorrebbero provare? Un tuo consiglio potrebbe sicuramente convincere a partecipare numerose persone che ancora oggi sono a casa.

L-Io uso sempre un mio motto personale: “ Disabile non vuol dire più debole”!
Ragazzi attraverso lo Sport si può e si deve ricominciare!!!

Fabio Pennella

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Luca Cremonesi durante la premiazione della Prima tappa a Roma

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Luca Cremonesi prima del Via della tappa di Chiavari

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Luca Cremonesi in azione

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Luca Cremonesi con Maura Macchie e il Campione del Mondo Alessandro Ballan al Via della Tappa di San Martino di Lupari

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Ancora Luca Cremonesi in azione

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Luca Cremonesi durante lo svolgimento di una tappa del GIHB

Categoria: News

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