LA MAGLIA ROSA DEL PIEMONTE – DIEGO COLOMBARI

| 24 Gennaio 2014 | Reply

colombari1Diego Colombari, classe 1982 gareggia nella categoria H4, personaggio divertente ed allegro, ama scherzare ed essere sempre allegro, i suoi compagni di squadra lo definiscono spassoso e pungente.

Ciao Diego, l’ultima volta che ti abbiamo incontrato è stato a Firenze durante la finalissima del Giro, com’è andata? Ti è piaciuta ? P.s. complimenti per la parrucca Rosa, eri troppo divertente… la userai anche quest’anno? Magari in corsa…?
Ciao Fabio, è un piacere fare due chiacchere con te.
La gara di Firenze e stata un po’ complessa e penso che il disturbo maggiore lo ha dato il meteo in quanto, essendo un po’ lontani dalla partenza, ci ha complicato le cose. Tutto sommato è stata una bella gara per via del pubblico vicino e poi era anche l’ultima tappa quindi i miei pensieri andavano alla conquista della maglia rosa, che come ogni ciclista spera sempre di indossare e io ci sono riuscito.
Per la parrucca era un modo un po’ allegro di festeggiare e farci due risate. Ti prometto che in caso di conquista della maglia la uso la gara successiva!

Hai voglia di raccontarci perché tra tanti sport hai scelto proprio l’handbike?
Ti dirò,  il mio avvicinamento all’handbike è stato un po’ particolare, cercavo una bici che mi permettesse di andare a fare passeggiate con mia moglie. Ho provato ad usare la bici tradizionale ma mi sono subito accorto che con il mio tipo di protesi era impossibile, in quanto pedalando ruotava e quindi, quando scendevo, era impossibile camminarci.
Allora mi sono messo in contatto con un ciclista per sapere se conosceva dove andare a provare una handbike e mi ha dato il numero del mio attuale compagno di squadra Alessandro Borlino. Da li sono entrato in contatto con la P.A.S.S.O. che mi ha subito dato una bici da provare. Mi sono subito appassionato vedendo l’entusiasmo dei miei compagni e ho deciso di fare anche io gare.
Tra allenamenti e gare riesco, comunque, a fare qualche giro in handbike con mia moglie anche perché la usa anche lei!

I tuoi esordi in handbike risalgono al 2010 a Pescantina, com’è stata la tua “prima volta”?
Mi ricordo benissimo la mia prima gara, tutti parlavano solo di ALEX ZANARDI perché doveva essere presente, io ero in ferie e ho fatto tappa a Pescantina solo perché ero in zona e ho deciso di gareggiare. Sicuramente ho affrontato quella gara con tutto uno spirito diverso da come le affronto oggi. Non ero affatto allenato e anche un po’ appesantito da qualche serata a tavola e dopo poche curve dalla partenza mi sono quasi auto eliminato ribaltandomi come un salame. Bella gara…3° su tre e cosi iniziò una serie di gare da podio!!!  

Sempre a proposito di grandi Gare, che emozione hai provato la prima volta che hai partecipato al Giro d’Italia di Handbike. La tua prima conquista?
La prima gara del Giro per me è stata a Fossano nella mia Provincia, la famosa salita del gatto ha spezzato da subito il mio sogno di portare a casa un’altra medaglia, arrivato al traguardo sfinito, dopo aver pregato a lungo che i primi concludessero i loro giri prima del mio passaggio cosi da potermi fermare al più presto, ho caricato la bike in macchina con l’idea che non ci sarei risalito per mooolto tempo.
La mia prima vera conquista se, non ricordo male, è stata l’anno successivo a Castions di Zoppola nel Giro di Giro d’Italia di Handbike 2011, è stata la prima volta in cui ho battuto un avversario della mia categoria, una bella spinta per impegnarsi di più.

Hai la fortuna di appartenere ad una grande squadra come la P.A.S.S.O. Quali saranno i tuoi prossimi obiettivi sportivi? Parteciperai anche quest’anno al Giro d’Italia di Handbike?
Si hai ragione avere una bella squadra alle spalle è importantissimo. Anche se l’handbike è uno sport individuale la carica che ti da un bel gruppo è insostituibile, e sarei felice di restituire qualcosa portando a casa qualche bel titolo a partire dal campionato italiano che l’anno scorso ho mancato per un soffio, per il resto staremo a vedere non escludo niente ma la mia vita è fatta di tante cose tra cui il lavoro che non sempre mi permette di intraprendere tutto ciò che vorrei. 

Che cosa ti aspetti in futuro dalla scena Paralimpica italiana?
Da parte mia faccio sport per divertirmi e perché mi serve a mantenermi attivo non mi aspetto che gli sport paralimpici possano diventare, neanche in futuro, “popolari” e seguiti come quelli tradizionali e più diffusi, ma ritengo già una grande fortuna se ci saranno sempre persone disposte a impegnarsi per darci questa bella opportunità organizzando manifestazioni sportive dedicate a noi  

Parliamo di te, sappiamo che tua moglie ti ha fatto fare un bellissimo quadro con le maglie del 2013, ti è piaciuto? Che ruolo ha la famiglia per un atleta spesso in giro alla domenica?
Devo ammettere che è riuscita a farmi una bella sorpresa e un regalo enorme visto che le maglie erano custodite in un cassetto nascosto del mobile. Sarà che non me lo aspettavo ma è venuto un quadro fantastico. Avrei sempre voluto custodire quelle maglie in modo che non si rovinassero ma ci ha pensato lei e ora sono incorniciate e messe in una parete del garage dove abitualmente mi alleno. Mi serviranno, a livello mentale, per non mollare mai con gli allenamenti anche quando non ho voglia.
La famiglia nella vita di una atleta ha un ruolo importantissimo, se riusciamo ad avere risultati è merito anche loro in quanto spesso vengono trascurate per fare gli allenamenti quotidiani anche quando magari si potrebbe andare a passeggio. Rinunciano per noi seguendoci nelle trasferte.

Hai affermato ad alcuni tuoi compagni che al Giro hai vinto facile in quanto hai avuto pochi avversari e quindi ti sono mancati gli stimoli giusti, ti batterai anche per l’Europeo quest’anno?
Ti dico la verità, gli avversari in Italia mancano nella mia categoria, quindi gli stimoli che bisogna trovare sono per la classifica assoluta in quanto si ha un metro di paragone più ampio. Il prossimo anno vorrei provare a fare maggiori gare a livello Europeo perché li ci sono più avversari, si vedono posti diversi e secondo me gli stimoli saranno maggiori, poi chissà cosa ci riserverà la stagione.

L’abbiamo chiesto anche ad altri tuoi colleghi, e la stessa domanda vogliamo farla a te, ci sono tante persone che vorrebbero avvicinarsi a questa disciplina sportiva, ma spesso non trovano il coraggio, vorresti dirgli qualcosa per spronarli ad avvicinarsi all’handbike?
Non credo ci sia qualcosa che io possa dire, piuttosto cerco di trasmettere con il mio entusiasmo la gioia che provo praticando questo sport.

Come ci si prepara ad affrontare una Gara? Che tipo di preparazione esegui ?
Di solito cerco di avere una alimentazione sana evitando cibi che appesantiscano lo stomaco per la digestione, poi cerco di riposarmi per arrivare in ottima forma alla gara e a dirla tutta non sono proprio un esempio da seguire :). 
In quanto a consigli non mi sento di darne. Faccio quello che mi dice la testa di volta in volta. È anche per questo motivo che, nonostante l’insistenza di parecchi amici e compagni di squadra, non mi sono ancora affidato all’esperienza di un preparatore sportivo.

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Categoria: News

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