SIAMO SICURI CHE CI RAPPRESENTA?

| 27 Giugno 2013 | 3 Replies

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Alcuni studenti del Gordon College, in Massachussetts hanno ridisegnato l’omino in carrozzina disegno internazionalmente riconosciuto per identificare le persone con disabilità motorie. Il cartello lo troviamo in spazi, luoghi e sta a indicare la possibilità di accesso anche a chi si muove in carrozzina.

Da una figura seduta con la schiena appoggiata allo schienale della sedia a rotelle e in posizione statica, gli studenti hanno movimentato la grafica, disegnando un uomo che spinge una carrozzina in movimento (nella foto).

I ragazzi hanno lavorato sotto la spinta del professore di filosofia, Brian Glenney, che ha fatto riflettere le sue classi sul ruolo delle persone disabili nella società. «Oggi la persona con disabilità motoria – ha detto il prof. – è attiva, impegnata, pronta all’azione. Il nuovo simbolo trasmette tutto questo».

All’inizio il nuovo simbolo è stato posizionato all’interno del campus del College, ora pare che l’amministrazione di New York voglia adottare la nuova immagine per sostituirla alla precedente.

La grafica, sappiamo, ha il dono di sintetizzare tante cose: pensieri e parole. La grafica è indiscutibilmente linguaggio universale, immediato, veloce per trasmettere per lo più prescrizioni (ad esempio vietato fumare). A volte messaggi come nel caso del disegno della disabilità motoria (il luogo è accessibile alle carrozzine).

La modifica da parte degli studenti del Gordon College ha suscitato accese discussioni da parte soprattutto delle persone disabili che hanno liquidato la vicenda dicendo che ci sono cose ben più serie e importanti da fare nel settore della disabilità. Che un disegno non cambia le cose. Qui, non sono d’accordo.

Il disegno dell’omino seduto su sedia a ruote, nel corso degli anni, è finito per diventare un simbolo. Da semplice segno grafico identificativo di un uomo che sta in carrozzina – per motivi diversissimi- ha contribuito a creare nella mente collettiva il concetto di persona disabile. Il disegno statico induce a pensare a un contesto ospedaliero, non fa venire in mente di certo una persona che si muove, che viaggia, che fa sport. Che vive.

La continua visione del nuovo cartello che comunica vitalità, può contribuire, come una goccia che scava lenta ma inesorabile, a scalzare i luoghi comuni che relegano alla passività, alla rassegnazione, la persona che si muove in carrozzina.

Cosa ne pensate?

Categoria: News

Commenti (3)

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  1. ARMANDO ha detto:

    Ciao a tutti,

    Trovo molto meno “ghettizzante” questo tratto che non il precedente, sicuramente l’idea della disabilità con il passare degli anni è cambiata, anche se l’integrazione la vedo ancora molto lontana, ma comunque a me piace e preferisco questo “simbolo” che non l’altro.
    Un saluto a Carmen che seguo sempre con affetto.

    Armando

    • danilo ha detto:

      A me piace e anche MOLTO, penso sia molto meno denigratorio un design che rappresenta un Diversamente Abile in movimento, attivo e che fa capire all’osservatore che non e’ solo una persona bloccata nel letto, ma che come tutti e piu’ di tutti, fa SPORT, lavora, guida la macchina e puo’ mettere su famiglia.

      P.s.: E quando un Diversamnete Abile si arrabbia e meglio che incominci a correre altrimenti……

  2. Gianni ha detto:

    Questo simbolo è fantastico, molto meglio del vecchio che ci ghettizzava e recludeva ad una visione davvero da “Handicappati” appoggio pienamente le parole di Danilo, questo simbolo rende l’idea di movimento e sopratutto scuote ed apre le mentalità.

    UN SALUTO A MAURA MACCHI ED ANDREA LEONI DEL GIRO D’ITALIA DI HANDBIKE CHE SONO SEMPRE MOLTO ATTENTI ALLE NOSTRE RICHIESTE E ROTTURE…. CIAO

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