UNA CONVEZIONE CIP-INAIL OFFRE CORSO E HANDBIKE A CHI VUOLE PROVARE A PEDALARE

| 7 Maggio 2013 | 10 Replies

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Praticare uno sport è importante sotto tanti punti di vista, ma gli ausili hanno costi alti. Per comprare una handbike non agonistica si spende attorno ai 2mila euro. Sono ausili realizzati in piccoli numeri, da poche aziende, con personalizzazioni fatte da artigiani virtuosi della meccanica.

Per cominciare a pedalare, molte associazioni e società sportive offrono, gratuitamente, il mezzo che hanno avuto in dono ad esempio da atleti oppure comprate grazie alle raccolte fondi. Ma se si vuole essere autonomi e soprattutto avere una handbike sempre pronta per essere usata perché calibrata sulle proprie caratteristiche fisiche, è necessario possederne una. Il suo acquisto è però, come si diceva, difficile per molti che alle spese delle protesi di uso quotidiano devono aggiungere quello dell’ausilio per praticare uno sport.

Per gli assistiti Inail c’è un’opportunità. È stata, infatti, firmata l’intesa fra Cip-Comitato italiano paralimpico e Inail, l’istituto che assiste le persone che hanno subito un infortunio durante lo svolgimento del loro lavoro.

Giorgio Soluri, dirigente vicario della Direzione centrale Riabilitazione Protesi Inail, spiega l’iter che occorre fare per accedere a questa possibilità.

«L’assistito Inail che desidera fare sport trova le prime informazioni attraverso il nostro servizio di assistenti sociali oppure rivolgendosi agli sportelli del Cip ospitati nelle sedi Inail».

«La persona è poi seguita da un’equipe multidisciplinare che insieme a lui sceglie l’attività sportiva più adatta che si inserisce meglio nel percorso di riabilitazione».

«Allo sportivo viene data l’attrezzatura -protesi per correre, carrozzine da basket, monosci, handbike e così via- personalizzata dal Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio».

«Lo sportivo segue un corso base della disciplina ritenuta più congeniale, con lezioni e incontri nell’arco di un anno. Successivamente viene offerto un altro corso, sempre sotto la supervisione dell’equipe multidisciplinare».

«L’Istituto mette a disposizione 3milioni di euro l’anno, per un totale di 12 milioni in quattro anni – considera Soluri-. Si tratta di un investimento che oltre alla promozione dello sport, interessa anche la ricerca scientifica per lo sviluppo di protesi ad alta tecnologia».

La Convezione firmata qualche settimana fa, che rinnova un’intesa avviata sin dal 2001, sarà valida sino al 2016, anno in cui si svolgeranno le Paralimpiadi estive a Rio de Janeiro. Secondo quanto dichiarato da Inail, l’anno scorso, la Convenzione ha permesso l’avvio allo sport di 400 assistiti Inail.
Se fra questi ci sono appassionati e atleti del Giro d’Italia di handbike, li invitiamo a raccontarci la loro esperienza.

Categoria: News

Commenti (10)

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  1. Baroncini Paolo ha detto:

    Buonasera,mi chiamo Baroncini Paolo e sono un assistito inail della provincia di Viterbo ho subbito un infortunio ad febbraio del 2008 conseguenza una lesione cervicale alla 6-7-vertebra tetraplegia,sono stato molto tempo a fare riabilitazione tra centri come montecatone ,s.lucia e terapie a pagamento,e dopo 4 anni cioe fine 2011 inizio 2012 finalmente ho dato ascolto a mia moglie Luciana e fatto pace con la mia attuale e inreversibile situazione tramite amici sempre inail di Viterbo come Vittorio Prosperuzzi,Mauro Cratassa (atleta paraolimpico)mi hanno indirizzato verso uno sport l’handbike con la mia assistente sociale la dott.ssa Maria Ciciriello abbiamo tracciato il piano per avere una handbike,inscritto ad una societa sportiva la(VITERSPORT)avuta la bici e fatto il corso di preparazione del (CIP),fatta la visita medica di classificazione dove mi hanno inserito in MH1.2 ho fatto la mia prima gara nel 2012 la maratona di Roma e sono arrivato 3 per categoria,da quel giorno la mia vita e cambiata,mi sono reso conto che posso fare e dare molto ancora nella mia vita (43 anni)e non mi sono fermato,con la vicinanza anche dell’architetto Antonio Napolitano direttore reggionale INAIL del lazio (grande promotore dell’handbike) ho incominciato a partecipare a qualche gara (nel 2012) del GIRO D’ITALIA DI HANDBIKE poi causa anche qualche problema di salute,non ho potuto disputare tutte le gare.Questo anno invece disputando la prima gara del giro d’Italia non che la maratona di Roma sono arrivato 2 dietro l’atleta della nazionale Luca Mazzone,poi partecipando alla 2 tappa del giro a Cuneo sono arrivato di nuovo 2 dietro a Villa Federico pero con un vantaggio un punteggio piu alto del primo risultato?……MAGLIA ROSA cat.mh1.2 alla mia seconda edizione del giro d’italia vedremo piu in avanti come andrò perche questa volta ho intenzione di fare tutte e 9 le tappe…..dunque ragazzi mai darsi per persi perche lo sport aiuta sia fisicamente ma sopratutto mentalmente….ciao a tutti.

  2. Franco ha detto:

    Complimenti paolo per la tua avventura in handbike.

    Ma rileggendo tutto l’articolo mi viene spontanea una domanda che sicuramente si faranno in tanti.
    Ma sempre e solo per gli “ASSISTITI” (che bella parola) INAIL ?
    Tutti gli altri disabili AUSL che vorrebbero fare handbike ma non possono per come scritto anche da voi per i costi molto alti delle attrezzature…..
    Senza fare polemica eh !!!!

  3. Agostino Lodi ha detto:

    Gran bella convenzione quella che l’Inail ha stipulato con il Cip; sicuramente contribuirà al reinserimento di molti ragazzi e non nella vita sociale tramite lo sport, che poi è la vera importanza di questi sforzi.
    Trovo però sempre più allarmante la differenza fra il trattamento che l’Inail da ai suoi assistiti e quella che altre “istituzioni” statali non possono o non vogliono offrire a coloro che sono egualmente disabili, ma forse di serie B.
    Tutti sappiamo cosa costa un bike performante e quale diversa performance permette, per cui tra un po’ di tempo ci sarà una differenza tale tra coloro che possono usufruire del trattamento di favore dell’Inail e quelli che invece non lo possono fare.
    Piacerebbe anche a me poter usufruire di medici, specialisti, preparatori atletici ecc, ma continuerò comunque a fare le gare con il mio mezzo “economico” divertendomi come un matto.

  4. Titti ha detto:

    Purtroppo vi è questa grande disparità fra INAIL e INPS. Non possiamo farci niente. Se abbiamo voglia di praticare sport, ci accontentiamo anche di farlo con una handbike da mille euro nuova (ci sono) anziché pretendere quella da 6000. Non vinciamo per la bike? beh, ho una amica che è diventata campionessa d’Italia categoria WH1 con una bici di vent’anni, prestata dalla società sportiva…Solo dopo ha acquistato una sua bike…Inoltre, possiamo chiedere ad un garage di handbike di poter accedere ad un usato buono: la mia bike in ottimo stato , usata poco e senza alcun tipo di problema, l’ho pagata 2000 euro anziché il prezzo pieno di oltre 4000 che era il prezzo di mercato. E’ una shark, ce l’ho ancora,da due anni, partecipo alle gare con quella e mi sento un tutt’uno con la bici che adesso non avrei nemmeno voglia di cambiare… Ho vinto il trofeo regionale lombardia categoria donne 2012, non vinco tappe del giro d’Italia perché sono nella stessa categoria wh2 della Fenocchio (sapete chi sia penso, campionessa paralimpica), di Claudia Shuler, di Rita Cuccuru (fortissima, lo sport è la sua vita) e di altre atlete molto forti. Ma non importa. E’ sempre una grande emozione. Alla fine, se ci pensiamo, i posti sul podio sono solo tre. Che facciamo, dal quarto handbiker in poi rinunciamo a gareggiare? NEANCHE PER IDEA…
    😉 Partecipare ad una gara di handbike è molto di più che il podio…e solo chi vi ha preso parte potrà capire cosa io intenda 🙂
    Buona giornata a tutti

  5. Titti ha detto:

    Pardon…non gareggio da due anni come erroneamente potrebbe intendersi (ho detto di avere la bici da due anni, ma in realtà ce l’ho da febbraio dello scorso anno), questo 2013 sarebbe il secondo…la mia prima gara del 2013 sarà il 1 giugno, con la III tappa del giro d’Italia…sono ancora in riabilitazione per lussazione alla spalla ma ce la voglio assolutamente fare!
    Titti

  6. Amedeo ha detto:

    SCUSATE, RISCRIVO CON LA PAROLA INPS corretta

    Ragazzi, sono anch’io un atleta di serie “B” come alcuni di voi dicono, ovvero non sono un INAIL, ma cosa dobbiamo farci ? questo si sà… non bisogna attaccare INAIL o prendersela tutte le volte con quelli del GIRO D’ITALIA DI HANDBIKE, la colpa và imputata al sistema Italiano.
    E’ colpa del sistema se si creano queste differenze, è colpa dei regolamenti se “certe” squadre possono permettersi di vincere i Campionati di Società, è colpa del sistema se INAIL non è INPS o semplicemente il Sistema Sanitario Nazionale.
    Lo so è brutto dirlo… ma alle volte penso che sarebbe stato meglio essere stato 2incidentato” piuttosto che ammalato, sicuramente il trattamento di “favore” nei miei confronti sarebbe stato differente.
    Ma tutto ciò non importa è cosi’ e basta, noi di certo non possiamo cambiare le differenze tra INAIL ed INPS, ma una cosa possiamo farla tutti insieme… supportare il GIRO perchè tutti noi, a differenza di altri, in ITALIA abbiamo il GIRO D’ITALIA DI HANDBIKE, che ci permette di essere riconosciuti e visibili a livello internazionale, negli altri posti che cos’hanno ? solo le gare dei PROSCIUTTI E SALMI, questo lo dobbiamo tutti riconoscere, tolto il GIRO non abbiamo nulla se non le garette del….”piffero”.
    Quindi vi prego, non lamentiamoci sempre, le differenze ci sono e sempre ci saranno, ma una cosa ci resta
    VIVA IL GIRO D’ITALIA DI HANDBIKE

  7. CARMEN MORRONE ha detto:

    Buongiorno a tutti,

    Ancora grazie per i commenti e le opinioni.
    Invito anche chi non è assistito a mettersi in contatto con INAIL, è un occasione per avere maggiori informazioni.

    CARMEN

  8. Agostino ha detto:

    Caro Amedeo, ti ricordo che prima che ci fosse il giro c’era il campionato italiano di società, che c’è ancora, e che era sostenuto dalle società che riuscivano ad reintegrare gli atleti nella vita sociale dopo le varie vicissitudini occorse, proprio facendoli correre sulle handbike e con altri sport.
    Sono le società che vanno sostenute, sono loro che gratuitamente mettono a disposizione i mezzi, i modi,le byke didattiche, le divise e quantaltro serve per poterti far correre, e meritano di essere sostenute e ringraziate per quello che da trentanni fanno., Non da ieri! Prima con le carrozzine olimpiche poi con le handbike. E se facevano le corse della salamella andava benissimo così. E non è possibile e non è serio etichettare quelle bellissime giornate come corse del piffero come tu le hai definite.
    Per ciò che riguarda poi il sistema sbagliato che non prevede lo stesso trattamento tra Inail e Inps, se tutti facessero come tu dici: “la cosa è così e basta” non si muoverebbe proprio nulla. Mentre è indispensabile parlare parlarne e parlare ancora in modo da dare importanza alle cose storte al fine di poterle raddrizzare.
    Comunque continuerò a correre le mie gare della salamella e quelle del Giro, divertendomi come un matto, anche se non vincerò mai perchè non ho la capacita, il mezzo e ormai nemmeno l’età.
    Arrivederci perciò alla prossima gara, che sia della salamella o quella moooolto più seria del Giro.

  9. agostino ha detto:

    Buongiorno Carmen
    per mettersi in cintatto con l’Inail, per avere più informazioni e magari per aprire qualche porta, hai dei nominativi? Hai dei referenti?
    Puoi rispondermi anche per e’mail
    Grazie
    Agostino

  10. Matteo ha detto:

    innanzitutto non c’è solo il giro d’italia ma anche molte altre gare che tu chiami del piffero ma sono spesso organizzate molto meglio delle tappe del giro.
    in secondo luogo non ci sono atleti di serie a o b, gli assistiti inail hanno maggiori possibilità economiche perchè hanno avuto incidenti sul lavoro ed è giusto così, visto che chiunque lavori in regola e paghi le tasse è assicurato al lavoro.
    non è sbagliato il sistema. se qualcuno si fa male a casa o in giro non ha lo stesso trattamento economico ma non vuol dire che non possa prendere attrezzature nuove o usate altrettanto valide. è magari non possa guadagnarsele con un lavoro o altro; possiamo ancora fare qualcosa nella vita!

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