PAOLO GENOVESI: LO SCATTO CHE RACCONTA

Ravenna, 2 luglio 2014

1- Ciao Paolo, che piacere incontrarti; è un onore per me. Ho avuto modo di vedere diversi tuoi scatti e ne sono rimasto affascinato, presentati a tutti gli AMICI DEL GIHB. Raccontaci qualcosa su di te, quella che è la tua caratteristica come professionista della fotografia.
Innanzitutto è un piacere anche per me poter conoscervi e farmi conoscere. Da circa 25 anni mi occupo di fotografia, spaziando dalla cronaca al campo pubblicitario, ma è la passione per lo sport che, unita a quella della fotografia, ha segnato il mio percorso attuale.

2- Che cosa deve racchiudere uno scatto di PAOLO GENOVESII?
Trasmettere emozioni e ritrarre uomini e donne nel gesto atletico più significativo.

3- Paolo, non sei nuovo nel mondo dello Sport Paralimpico, raccontaci i tuoi esordi in questo ambiente.
Un incontro non casuale, scaturito dalla casualità, quello che nel 2007 mi ha fatto avvicinare al mondo dello sport e della disabilità .
Il primo servizio commissionatomi dal mensile “Runners world” in questo campo è stato ad Alvise De Vidi, uno dei più grandi atleti paralimpici del secolo scorso. Per la prima volta dopo tanti anni, dopo un primo impatto di quasi imbarazzo, mi sono reso conto che le immagini sportive da realizzare avendo di fronte un atleta seduto non erano poi così diverse rispetto a quelle da realizzare con un atleta normodotato. Da quel momento la mia visione dello sport in generale si è decisamente ampliata…

4- Hai avuto modo di seguire diversi nomi noti di grandi atleti, come ad esempio Alex Zanardi; parlaci di qualche grande atleta, del tuo incontro con loro e di che cosa ti hanno lasciato.
Quando, fotografando Alex Zanardi, lo vidi scendere le scale non potei fare a meno di notare come scendeva: al contrario.
Lui se ne accorse e lo sentì pronunciare sorridendo la frase: “dopo l’incidente ho capito che nella vita ci vuole testa, non gambe”.
Capii allora che esistono momenti che ridefiniscono le prospettive, che determinano una direzione e cominciai a guardare oltre allo sport della perfezione per avvicinarmi allo sport della “imperfezione” capendo che la disciplina, lo sforzo e la determinazione hanno un solo obiettivo: la vittoria. Da qui il percorso intrapreso verso lo sport vissuto dalla parte dei disabili si sviluppa a livello personale e professionale, con la volontà di coniugare lavoro e impegno alla divulgazione.

5- Hai firmato diversi scatti raccolti in tuoi libri fotografici che raccontano diverse storie, mi viene in mente ad esempio “LIBERI DI SOGNARE”  storie di sport che abbattono le barriere. Cosa ci dici  su questo book.
L’incontro proprio con Zanardi mi ha fatto pensare per la prima volta ad un progetto fotografico e da qui è nato il libro “Liberi di sognare”. 11 storie di atleti paralimpici che svolgono discipline diverse e che condividono l’amore per lo sport assieme all’amore per la vita di tutti i giorni che scorre lontano dai riflettori. Persone che hanno ritrovato, una volta usciti dal buio, nuove opportunità, spesso inaspettate, sapendo che in fondo al tunnel arriva sempre la luce.

6- In “OLTRE LO SGUARDO” , invece, affronti i limiti non più fisici, ma quelli mentali.  A quale conclusione sei giunto dopo quest’altro tuo lavoro?
“Oltre lo sguardo” va oltre, nel senso che la mia volontà è quella di trasmettere la non differenza tra persone che praticano sport. Subentra il concetto di limite che non è più quello fisico ma solo quello mentale, della voglia di superare sè stessi e gli ostacoli.

7- Come nasce quest’anno la collaborazione tra te ed il Comitato Paralimpico Sammarinese, organizzatore di questa 5^Tappa del GIHB.
Questa collaborazione, preziosa, è nata da qualche anno e si è rafforzata nel tempo. Siamo riusciti ad organizzare corsi fotografici per le scuole medie superiori, presentazione dei libri, e una collaborazione costante nella realizzazione e nella divulgazione di “oltre lo sguardo”. Ringrazio per la sensibilità e la disponibilità trovata nel comitato, in particolar modo nella persona del Presiedente Daniela Del Din.

8- Domenica 13 Luglio a SAN MARINO, sotto la tua regia, diversi studenti cercheranno di catturare i momenti più significativi di questa Tappa. Quali sono le linee guida che hai consigliato loro?
I ragazzi saranno impegnati a realizzare scatti durante il percorso cercando di cogliere il gesto fisico e le espressioni significative dell’atleta (di fatica, gioia, emozione) cercando di contestualizzando il tutto all’ambiente e al territorio di San Marino

Fabio Pennella

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