LA TAPPA N. 4 DEL GIRO HANDBIKE 2022

19 GIUGNO
UDINE (UD)

La quarta tappa del Giro

Gran finale del Giro 2021, che costeggerà Assisi partendo da Santa Maria degli Angeli. Un altro percorso che esalterà le ruote veloci e regalerà momenti al cardiopalma nella cornice suggestiva di un patrimonio UNESCO invidiato in tutto il mondo.

Udine si trova al centro del Friuli Venezia Giulia in una posizione geografica privilegiata, circondata da colline, vicina al mare e alla montagna, non distante dall’Austria e dalla Slovenia, praticamente al centro dell’Europa. La sua origine è antica ma il suo aspetto è stato finemente modellato soprattutto sotto il dominio della Repubblica di Venezia, iniziato dal 1420 e durato più di tre secoli, caratterizzato da piazze contornate da portici e palazzi colorati che annunciano lo spirito di Udine.

Nel Settecento ospitò il pittore Giambattista Tiepolo (1696-1770) che qui raggiunse la sua maturità artistica: i suoi capolavori si possono oggi ammirare nelle Gallerie del Tiepolo del Palazzo Patriarcale, nel Duomo e nella chiesa della Purità.

È una città-salotto, dove anche i palati più fini si trovano a loro agio tra antiche osterie ed enoteche che offrono il tajut (calice di vino) e specialità locali.

Nel corso del mese di settembre la città ospita “Friuli DOC”: un viaggio nel gusto e nei sapori più invitanti del Friuli Venezia Giulia, un vero e proprio mix di vini, vivande, vicende e vedute per conoscere ogni sfaccettatura di questa terra ricca ed ospitale.

Udine è anche una città universitaria molto viva, ricca di manifestazioni e proposte culturali per tutti i gusti e per ogni stagione.

La quarta tappa del Giro

Il ritrovo per la partenza

Udine si trova al centro del Friuli Venezia Giulia in una posizione geografica privilegiata, circondata da colline, vicina al mare e alla montagna, non distante dall’Austria e dalla Slovenia, praticamente al centro dell’Europa. La sua origine è antica ma il suo aspetto è stato finemente modellato soprattutto sotto il dominio della Repubblica di Venezia, iniziato dal 1420 e durato più di tre secoli, caratterizzato da piazze contornate da portici e palazzi colorati che annunciano lo spirito di Udine.

Nel Settecento ospitò il pittore Giambattista Tiepolo (1696-1770) che qui raggiunse la sua maturità artistica: i suoi capolavori si possono oggi ammirare nelle Gallerie del Tiepolo del Palazzo Patriarcale, nel Duomo e nella chiesa della Purità.

È una città-salotto, dove anche i palati più fini si trovano a loro agio tra antiche osterie ed enoteche che offrono il tajut (calice di vino) e specialità locali.

Nel corso del mese di settembre la città ospita “Friuli DOC”: un viaggio nel gusto e nei sapori più invitanti del Friuli Venezia Giulia, un vero e proprio mix di vini, vivande, vicende e vedute per conoscere ogni sfaccettatura di questa terra ricca ed ospitale.

Udine è anche una città universitaria molto viva, ricca di manifestazioni e proposte culturali per tutti i gusti e per ogni stagione.

La quarta tappa del Giro

Il ritrovo per la partenza

Classifica di tappa

Storia

La città sorge poco distante da un ampio arco di colline moreniche, sulla via internazionale che collega il sud con il nord-est d’Europa.

Si narra che il colle del Castello di Udine sia stato elevato con la terra trasportata con gli elmi dei soldati di Attila, per permettere al feroce condottiero di godere dall’alto lo spettacolo di Aquileia in fiamme.

Udine entra nella storia solo nel 983, anno in cui l’imperatore Ottone II di Germania donò al Patriarca di Aquileia il castello di Udine.

In realtà il luogo fu abitato fin dai tempi più remoti ma non rivestì importanza strategica né in epoca romana e neppure durante la dominazione longobarda.

La città assunse un ruolo di primaria importanza nell’ambito dello stato patriarcale di Aquileia soltanto a partire dal XIII secolo, quando il Patriarca Bertoldo di Andechs 

 

vi trasferì la propria sede preferendola a Cividale e istituì un mercato permanente dalla forte capacità attrattiva.

Da allora la città si sviluppò a poco a poco. Dal castello, che era circondato da un fossato e da una prima cerchia muraria a protezione dei pochi abitanti, cominciò ad ampliarsi nell’area sottostante, tanto da raggiungere, alla fine del secolo, i 6.000 abitanti, diventando così la città più popolosa del Friuli.

Nel 1420 la città cadde sotto la dominazione di Venezia che la scelse come sede del “luogotenente veneto” nella Patria del Friuli.

Si oppose alle incursioni dei Turchi alla fine del Quattrocento e nel 1511 subì un grave terremoto che distrusse completamente il Castello.

Grazie ai quasi quattro secoli di dominazione della Serenissima Repubblica di Venezia, la città si abbellì di numerosi splendidi palazzi nobiliari e di notevoli opere d’arte ancora visibili.

Nel 1797 il Friuli venne occupato dalle truppe napoleoniche e, in seguito al trattato di Campoformido, passò sotto il dominio della Casa d’Austria, la quale, però, vinta più volte dai Francesi, ne riprese la stabile signoria solo nel 1813.

Falliti i moti liberali del 1848, nel 1866 la città e parte della provincia di Udine vennero annessi al Regno d’Italia. Durante la prima guerra mondiale, per l’importante ruolo svolto, Udine fu denominata “capitale della Grande Guerra”.

Storia

La città sorge poco distante da un ampio arco di colline moreniche, sulla via internazionale che collega il sud con il nord-est d’Europa.

Si narra che il colle del Castello di Udine sia stato elevato con la terra trasportata con gli elmi dei soldati di Attila, per permettere al feroce condottiero di godere dall’alto lo spettacolo di Aquileia in fiamme.

Udine entra nella storia solo nel 983, anno in cui l’imperatore Ottone II di Germania donò al Patriarca di Aquileia il castello di Udine.

In realtà il luogo fu abitato fin dai tempi più remoti ma non rivestì importanza strategica né in epoca romana e neppure durante la dominazione longobarda.

La città assunse un ruolo di primaria importanza nell’ambito dello stato patriarcale di Aquileia soltanto a partire dal XIII secolo, quando il Patriarca Bertoldo di Andechs 

 

vi trasferì la propria sede preferendola a Cividale e istituì un mercato permanente dalla forte capacità attrattiva.

Da allora la città si sviluppò a poco a poco. Dal castello, che era circondato da un fossato e da una prima cerchia muraria a protezione dei pochi abitanti, cominciò ad ampliarsi nell’area sottostante, tanto da raggiungere, alla fine del secolo, i 6.000 abitanti, diventando così la città più popolosa del Friuli.

Nel 1420 la città cadde sotto la dominazione di Venezia che la scelse come sede del “luogotenente veneto” nella Patria del Friuli.

Si oppose alle incursioni dei Turchi alla fine del Quattrocento e nel 1511 subì un grave terremoto che distrusse completamente il Castello.

Grazie ai quasi quattro secoli di dominazione della Serenissima Repubblica di Venezia, la città si abbellì di numerosi splendidi palazzi nobiliari e di notevoli opere d’arte ancora visibili.

Nel 1797 il Friuli venne occupato dalle truppe napoleoniche e, in seguito al trattato di Campoformido, passò sotto il dominio della Casa d’Austria, la quale, però, vinta più volte dai Francesi, ne riprese la stabile signoria solo nel 1813.

Falliti i moti liberali del 1848, nel 1866 la città e parte della provincia di Udine vennero annessi al Regno d’Italia. Durante la prima guerra mondiale, per l’importante ruolo svolto, Udine fu denominata “capitale della Grande Guerra”.

Luoghi di interesse

Punto di partenza ideale per visitare Udine è la splendida Piazza Libertà, cuore della città su cui si affacciano la Loggia del Lionello, opera in stile gotico veneziano risalente al 1400, la Loggia di San Giovanni e la Torre dell’Orologio, entrambi cinquecenteschi.

Volgendo lo sguardo verso l’alto si può invece ammirare il Castello di Udine, simbolo del Friuli, già sede del patriarca di Aquileia e del Luogotenente veneto della Patria del Friuli. La costruzione domina la città da un’altura e nei secoli è stata utilizzata prima come struttura fortificata (le prime notizie risalgono al lontano 938) e poi come caserma. Attualmente il Castello ospita il Museo del Risorgimento, il Museo Archeologico, la Galleria d’Arte Antica e il Museo della Fotografia.

Da Piazza Libertà si snoda Via Mercatovecchio, storica sede dello shopping friulano impreziosita da palazzi storici come il Monte di pietà e la Cappella di Santa Maria del Monte, per giungere fino al seicentesco palazzo Bartolini.

Immancabile per gli udinesi è la sosta nei locali di Piazza San Giacomo, conosciuta anche come piazza delle Erbe per il mercato che lì si teneva fin dal 1800. Caratteristici sono il rialzo centrale e i portici che la circondano su tre lati.

Ma Udine è anche la città del Tiepolo, seconda patria, dopo Venezia, del più grande pittore del Settecento italiano. Non si contano le opere realizzate nel capoluogo friulano, ma tra queste la più importante è senza dubbio il ciclo degli affreschi della galleria del Palazzo Patriarcale (ora sede della Curia arcivescovile). Opere del Tiepolo si trovano anche nel Duomo cittadino, la cattedrale di Santa Maria Maggiore, struttura di origine trecentesca, e nel vicino Oratorio della Purità

Luoghi di interesse

Punto di partenza ideale per visitare Udine è la splendida Piazza Libertà, cuore della città su cui si affacciano la Loggia del Lionello, opera in stile gotico veneziano risalente al 1400, la Loggia di San Giovanni e la Torre dell’Orologio, entrambi cinquecenteschi.

Volgendo lo sguardo verso l’alto si può invece ammirare il Castello di Udine, simbolo del Friuli, già sede del patriarca di Aquileia e del Luogotenente veneto della Patria del Friuli. La costruzione domina la città da un’altura e nei secoli è stata utilizzata prima come struttura fortificata (le prime notizie risalgono al lontano 938) e poi come caserma. Attualmente il Castello ospita il Museo del Risorgimento, il Museo Archeologico, la Galleria d’Arte Antica e il Museo della Fotografia.

Da Piazza Libertà si snoda Via Mercatovecchio, storica sede dello shopping friulano impreziosita da palazzi storici come il Monte di pietà e la Cappella di Santa Maria del Monte, per giungere fino al seicentesco palazzo Bartolini.

Immancabile per gli udinesi è la sosta nei locali di Piazza San Giacomo, conosciuta anche come piazza delle Erbe per il mercato che lì si teneva fin dal 1800. Caratteristici sono il rialzo centrale e i portici che la circondano su tre lati.

Ma Udine è anche la città del Tiepolo, seconda patria, dopo Venezia, del più grande pittore del Settecento italiano. Non si contano le opere realizzate nel capoluogo friulano, ma tra queste la più importante è senza dubbio il ciclo degli affreschi della galleria del Palazzo Patriarcale (ora sede della Curia arcivescovile). Opere del Tiepolo si trovano anche nel Duomo cittadino, la cattedrale di Santa Maria Maggiore, struttura di origine trecentesca, e nel vicino Oratorio della Purità

Cucina

Quella friulana è una cucina caratterizzata da piatti sostanziosi come la polenta, il frico, le minestre e i minestroni, i prodotti dalla macellazione del maiale, la brovada, il musetto e la selvaggina, generalmente accompagnati da vino bianco (taj di blanc) o rosso (taj di neri). Da segnalare è la produzione di formaggi e dei salumi, fra i quali si segnala il prosciutto crudo di San Daniele. 

La cucina udinese, oltre che nelle tradizionali osterie e nelle trattorie della cinta cittadina, si può trovare nelle sagre stagionali organizzate nei diversi Borghi. 

Vino

Udine sorge nell’area della DOC “Friuli Grave”, che si pone al primo posto tra le Denominazioni del Friuli Venezia Giulia con una produzione di oltre 300.000 ettolitri, pari a quasi il 50% del totale.

Nelle “Grave”, come in tutta la viticoltura friulana, il vino porta il nome del vitigno dal quale ha origine. 

I vini delle varietà a bacca bianca si presentano freschi, fruttati ed eleganti; i rossi armonici e profumati da giovani, pieni e strutturati se invecchiati.

Cucina

Quella friulana è una cucina caratterizzata da piatti sostanziosi come la polenta, il frico, le minestre e i minestroni, i prodotti dalla macellazione del maiale, la brovada, il musetto e la selvaggina, generalmente accompagnati da vino bianco (taj di blanc) o rosso (taj di neri). Da segnalare è la produzione di formaggi e dei salumi, fra i quali si segnala il prosciutto crudo di San Daniele. 

La cucina udinese, oltre che nelle tradizionali osterie e nelle trattorie della cinta cittadina, si può trovare nelle sagre stagionali organizzate nei diversi Borghi. 

Vino

Udine sorge nell’area della DOC “Friuli Grave”, che si pone al primo posto tra le Denominazioni del Friuli Venezia Giulia con una produzione di oltre 300.000 ettolitri, pari a quasi il 50% del totale.

Nelle “Grave”, come in tutta la viticoltura friulana, il vino porta il nome del vitigno dal quale ha origine. 

I vini delle varietà a bacca bianca si presentano freschi, fruttati ed eleganti; i rossi armonici e profumati da giovani, pieni e strutturati se invecchiati.